Pastrengo Agenzia Letteraria

luca murano racconto

stanza singola

Un racconto di Luca Murano
Numero di battute: 2499

«È luminoso e ben servito» aveva detto l’agente immobiliare. Beatrice lo aveva seguito per un lungo corridoio, il parquet che scricchiolava sotto i suoi passi. La stanza si aprì davanti a lei come un’aspettativa tradita: un letto misero, una scrivania graffiata, e una finestra che dava su un muro. L’altra stanza, poco più grande di uno sgabuzzino, conteneva un armadio scrostato e odore di chiuso.

«Novecentocinquanta euro, utenze escluse. A Firenze non troverai di meglio.»

Beatrice annuì, più per mancanza di forze che per convinzione. Era già il sesto appartamento che visitava. Aveva iniziato con entusiasmo, immaginando la sua nuova vita: lo stage, le mostre, i libri da studiare nei caffè. Ma ogni visita le strappava via un pezzo di quel sogno, come se un arazzo intricato, ricco di promesse e colori, si smagliasse filo dopo filo, lasciandola con un tessuto informe e sbiadito.

«C’è già un altro ragazzo che vuole vederlo.»

«Lo prendo» disse senza pensarci.

Il contratto durò due anni. Due anni di muffa sul soffitto, schiamazzi notturni e bollette esorbitanti. La casa si mangiava più di metà del suo stipendio e il resto bastava appena per cibo e trasporti. A fine mese, spesso saltava i pasti, consolandosi con la vista di Ponte Vecchio al tramonto.

«A Firenze non troverai di meglio.»

Ogni tanto tornava al paese, accolta da sua madre con l’entusiasmo di chi non si aspettava più visite. «Ti vedo sciupata» diceva sempre. Beatrice scrollava le spalle e mentiva: «È il lavoro». Non voleva ammettere che quello era l’unica cosa che la teneva a galla.

Un giorno, mentre rincasava, trovò una lettera infilata sotto la porta. L’intestazione era inconfondibile: aumento del canone di locazione. Millecento euro, da pagare entro il mese successivo. Chiamò l’agente immobiliare. «Non c’è niente da fare» le disse.

Passò la notte sveglia, immaginando tutte le alternative. Alla fine, si alzò dal letto, prese un pennarello e scrisse un annuncio: Affitto stanza singola, 600€ mensili. Preferibilmente studentesse o giovani lavoratrici.

L’indomani lo appese all’ingresso della biblioteca universitaria. Poi s’incamminò verso Santa Croce dove si sedette sugli scalini, osservando la città con occhi vuoti. Giocherellò con un piccolo portachiavi a forma di giglio che aveva trovato in terra mesi prima. Lo fece scivolare dalle dita in una pozzanghera, guardandolo affondare. Poi si alzò e tornò sui suoi passi.

Dopo aver strappato l’avviso dalla bacheca, salì su un tram che sfrecciava verso il cuore della città, tra binari e annunci metallici.

Foto 1

Luca Murano, 1980, si è laureato in Lettere moderne all’università di Pavia. Ha lavorato come redattore e correttore di bozze per Mondadori e attualmente vive e lavora in provincia di Firenze. Dal 2011 gestisce il blog di racconti VaiComeSai. Negli anni, molte di queste storie sono apparse su antologie e riviste letterarie fra cui, ’tina, Topsy Kretts, Malgrado le Mosche e Nido di Gazza. Oltre a scrivere per il sito sportivo Around the Game, ha pubblicato due raccolte di racconti: Pasta fatta in casa: sfoglie di racconti tirate a mano (Bookabook, 2018) e I vestiti che non metti più (Dialoghi, 2021). Fa parte della giuria del Premio Letterario Zeno e collabora con BookTribu.