Pastrengo Agenzia Letteraria

Antonio Alberti racconto

la fichera

Un racconto di Antonio Alberti
Numero di battute: 2450

È peculiarità delle città contemporanee dotarsi di contesti residenziali post-industriali in cui concentrare ricchezze ingenti. Si tratta di esempi virtuosi di rigenerazione urbana popolati da soggetti originali e dotati di eccezionale cultura. Si parla di chiarissimi professori, artisti in erba, visionari pre-pensionati, sperimentatori esistenziali e templari del relativismo morale.

Uno di questi luoghi – forse il più leggendario di tutti – è “la Fichera”, ex-conceria trasformata in tempio del sollazzo e dei princìpi. Le poche fonti attendibili raccontano che qui si viva un carnevale perpetuo, ricco di feste e lodevolissime iniziative civili. Non è chiaro, tuttavia, dove la Fichera si trovi e nemmeno si ha la certezza che esista o sia mai esistita. Sul suo conto, a dirla tutta, ci sono solo pettegolezzi da salotto e testimonianze quasi verificate.

«Uno di questi luoghi – forse il più leggendario di tutti – è “la Fichera”.»

Fra i commentatori che godono di un certo credito, c’è tale Gioacchino Visconti-Rubens, rampollo sterile di una celebre famiglia patrizia. Il Visconti-Rubens scrive del suo soggiorno presso la Fichera nel volume auto-pubblicato Conversazioni cross-temporali con Epicuro. Senza riportare con esattezza date e indicazioni geografiche, l’autore fa menzione di una grandiosa celebrazione di mezza estate: «… con caroselli da mane a sera, con colazioni pantagrueliche, con balli tra ninfe discinte e giovani androgini avvolti in fragranze d’oppio».

Attraverso la cerimonia pare si voglia manifestare un ambiguo «diritto a far quel che si vuole», in modo che i bimbi che vivono là possano «apprendere la bellezza delle diversità, dei costumi e dei corpi». La cronaca – sul punto generosa – riporta di uomini nudi e villosi che danzano sotto il sole; di persone narcotizzate che esplorano fra le siepi; di alcune ragazze che pregano la Madonna, che piangono, si baciano e mangiano gelato alla nocciola fino a indurre una dissenteria irrefrenabile, «… massimo atto di espiazione dei peccati occidentali…».

Sempre secondo il Visconti-Rubens, questa festa dei sensi si concluderebbe spesso con un decesso, a volte per shock termico, ma più di frequente per arresto respiratorio e infarto del miocardio. Malgrado la dolorosa circostanza, la comunità non interpreterebbe queste morti come una tragedia a cui porre rimedio. Anzi, per quanto sfortunato, il fenomeno sarebbe necessario per il prestigio stesso del luogo e, dunque, per giustificare un canone d’affitto che supera i venti euro al metro quadro.

bio Antonio Alberti

Antonio Alberti nasce ad Abbiategrasso (MI) nel 1986. Nel 2005, inizia un percorso di studi in Scienze Politiche che si conclude con un dottorato in ambito filosofico sulla praticabilità delle prescrizioni politiche e degli orizzonti idealisti. In ambito narrativo, pubblica racconti in riviste a volumi collettivi e, nel 2019, la raccolta Non è un problema grave. Aspettano di decidere (Santelli Editore). Dal 2016, lavora come copywriter e consulente di comunicazione.